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mercoledì 1 novembre 2017
giovedì 28 settembre 2017
10 agosto 2017
Festa all'Oratorio San Lorenzo
A San Lurenzu c'è lu
issu di Sirpotta,
ancileddi beddi di
forma e di misura,
cu cusciteddi chini
e sapuriti,
ca ti veni di
pigghialli a muzzicuna!
Ma iu sta cosa nun la vogghiu fistiggiari!
Picchì sulu bianchi sunnu sti ancileddi!
A San Lurenzu c'è
puru la Natività ru Caravaggiu
e forsi Michilancilu
Mirisi,
mentri nasci lu
bammineddu brunu,
mmenzu a tantu culuri
scuru chi misi nta lu quatru,
vitti megghiu di
tutti, tanti ancileddi nivuri,
ca stannu murennu anniati 'nta lu nostru mari!
© Roberto Ardizzone
domenica 3 settembre 2017
Sigaretta
Ho un amica con un nome strano: Sigaretta!
Mi ascolta sempre in silenzio, forse perché mi conosce molto bene e io di
lei sono, non tanto segretamente, innamorato.
Ho tanto rispetto per lei, la
sposerei pure, se fossi sicuro di saper esserle fedele, ma ogni qualvolta che
incontro sua cugina cambia tutto!
Mi sveglia tutti i sensi, tutti i miei
più bassi istinti sessuali hanno il sopravvento,
faccio l'amore con lei nel modo più
spudorato, indiavolato, senza vergogna, senza ritegno!
Poi... naturalmente mi pento e pieno di rimorsi, mi
riprometto di non tradire più la mia amata Sigaretta, ma so che durerà poco,
solo fino alla prossima volta, perché l'altra è la tentazione, è Lucifera,
Satana, il diavolo in persona, e ci ricascherò ancora. Maledetta! Poi con quel nome assurdo: CANNA!
© Roberto Ardizzone
© Roberto Ardizzone
domenica 23 luglio 2017
Lo scrivente
Io sono uno che si diverte a scrivere, quindi uno scrivente.
Dal vocabolario Treccani: Scrivente = Chi scrive. Poi oggi montandomi un po' la testa potrei definirmi magari un Blogger per i miei racconti brevi che metto sul blog, ma adesso che ho pubblicato un libro tutto mio, qualcuno comincia pure a definirmi uno scrittore.
Dal vocabolario Treccani: Scrivente = Chi scrive. Poi oggi montandomi un po' la testa potrei definirmi magari un Blogger per i miei racconti brevi che metto sul blog, ma adesso che ho pubblicato un libro tutto mio, qualcuno comincia pure a definirmi uno scrittore.
La cosa non mi piace più di tanto
perché, dello scrittore, io ho un idea molto personale e non proprio positiva.
La illustro:
Lo scrittore
Lo
scrittore è una bestia strana, nasce con uno scopo ben preciso: sviluppare il
proprio pensiero per poi trasmetterlo agli altri, esprimendolo con una penna,
ma i pericoli sono tanti perché le strade che incontra sono piene di insidie!
Il
rischio principale è, che lo scrittore, quando si accorge che la cultura in lui
è cresciuta, diventa: prima Saputello,
poi Saccente e ancora, propaggine del Marchese del Grillo (Io sono io e tu non
sei un cazzo), Egocentrico e infine può credere di essere diventato lui, IL
CREATORE.
Lo
scrittore, spesso, fonda delle associazioni culturali, che fa funzionare pure bene,
anche se, le utilizza come un dittatore, non accetta consigli da nessuno e
avanza come uno schiacciasassi, incurante delle eventuali vittime che lascia sul suo
percorso; ciò per un paio di anni, poi il
suo egocentrismo gli fa ritenere di essere arrivato ad un livello superiore ed
allora sfascia quella associazione e ne
fonda un altra e poi un altra ancora, sempre e in modo quasi parossistico, non per scegliere menti o penne superiori ma solo persone che sappiano essere succubi e obbedienti nei suoi confronti! Questa crescita provoca in lui un aumento dell'Ego quasi infinito e con questa
sequenza:
Allievo scrittore,
Uno scrittore,
Lo scrittore,
Un maestro scrittore,
Il maestro scrittore,
Un maestro
IL MAESTRO!
La Morte dello
scrittore
Quando
stava per morire disse alla moglie al suo capezzale: Prepara i miei cibi
preferiti: Tumazzu, Giri, cicoria e un poco di vino di Zibibbo quello fatto dallo Zio Pino, perché fra tre giorni resusciterò; e si
addormentò avvolto dal sonno del giusto.
Cominciò
a salire le scale del paradiso, quando fu quasi in cima si fermò ad osservare:
c'erano tre grandi, bellissime poltrone regali.
A sinistra c'era seduto un uomo, giovane, alto, bello, con una corona fatta di spine
e delle ferite: alle mani, ai piedi e ad un costato, ma non sembrava soffrirne,
anzi sembrava contento e fiero di quelle ferite e di quella corona, come se
portasse delle medaglie.
Al centro c'era seduto un uomo, molto avanti negli anni , imponente nella figura, capelli bianchi e lunghi, una
barba bianca folta e altrettanto lunga, e coperto da una sfolgorante veste bianca;
il tutto sembrava brillare di luce propria.
A destra infine c'era una colomba
bianchissima che girava intorno sul sedile senza scenderne mai.
Lo
scrittore, dopo una lunga e attenta osservazione dello scenario, come faceva
abitudinariamente quando doveva o voleva scrivere qualcosa, fissò il vecchio e infine disse con voce autoritaria, di quelle che non ammettono repliche:
- Senti vecchio, caccia via
quella colomba che ti sta scacazzando tutta la poltrona a destra e ti ci vai a
sedere. Liberami quella di centro che è di diritto la mia!
Il vecchio lo osservò con un
sorriso un po'severo e sornione allo stesso tempo, e gli rispose:
- Sai che sono stato tentato di
farti tornare giù, come hai detto a tua moglie? Poi ripensandoci ho deciso di
tenerti qui e non farti tornare più sulla terra, devo evitare a tutti i costi che
tu vada a fare altri danni!
© Roberto Ardizzone
martedì 4 luglio 2017
La vera storia di San Valentino
Versione Italiana
Era
un raccomandato di ferro, a soli 21 anni
era già Vescovo: viva l'amore predicava, ma le femmine dopo che
copulano, devono farsi sempre il segno della croce!
I
politici romani, che erano pagani, non ne potevano più, questo Vescovo era diventato
insopportabile, e più passavano gli anni e più difficile era reggerlo per i
governanti, l'imperatore Claudio II il Gotico, lo voleva fare scannare come un
agnello sacrificale e gli aveva detto: Ascolta, tu devi dire che è bello
copulare con tutti: maschi, femmine e gay,
ed io in cambio nella mia suprema benevolenza non ti faccio crocifiggere! Anzi parlo con “amici miei potenti”, faccio
dimettere il Papa e tu che sei Vescovo prendi il suo posto; ma Valentino no, non
si arrendeva, anzi continuava a predicare l'amore cristiano! Addirittura
pretendeva che nella sottoveste le femmine sposate dovevano portare la scritta
"Non lo faccio per piacer mio, ma per far piacere a Dio"
L'Imperatore
Claudio II, stanco, decise di farlo condannare a morte, ma tutte le femmine
romane lo proteggevano, e subito insorsero, successe un pandemonio, entrarono in sciopero e per
rottura di scatole, (messo alle strette), l'Imperatore dovette graziarlo!
Quando
Claudio II morì e salì al potere Aureliano, andava ancora peggio, non se ne
poteva più: gli innamorati fedeli, il
matrimonio, il cinguettio degli uccelli, i cuoricini disegnati sulle colonne
del Colosseo, non si poteva più trombare
in santa pace senza che lui intervenisse, criticasse e cominciasse a predicare che uno si doveva
sposare, doveva essere fedele, che dovesse avere una sola femmina, insomma una
vita noiosissima. Intanto i consiglieri di Aureliano dicevano all'Imperatore:
“lasciamolo stare, tanto ormai è vecchio, assomiglia a uno scheletro con la
barba, e quindi morirà presto”, ma Valentino non moriva più e Aureliano continuava,
a mangiarsi il fegato, a distruggersi lo stomaco, con questo vescovo protetto
dalle femmine che volevano il maschio fedele! Ad un certo punto, visto che Valentino non moriva e aveva festeggiato i
novantasette anni, Aureliano radunò i
suoi uomini più fidati, ed in gran segreto lo fece rapire, lo fece portare in un
posto segreto, e dopo un orrenda tortura, lo fece decapitare!
Versione Sicula
Era
un raccomandato di ferro, a soli 21 anni
era già Viscovo: viva l'amore pridicava, ma le fimmine dopo che
copulano, devono farsi sempre il segno della croce!
I
politici romani, ca erano pagani, unni
potevano cchiù, era una cosa 'nsopportabili questo Vescovo, e cchiù
passavano l'anni e peggio era, u 'mpiratore Claudio II il Gotico, lo voleva
scannari e gli aveva detto: Ascuta, tu devi dire che è bello copulare cu tutti:
mascoli, fimmine e finocchi, ed io in
cancio non ti fazzo crocifiggiri! Anzi
parlo con “amici mia”, fazzo dimettere il Papa e tu che si Viscovo prendi il
suo posto; ma Valentino no, nun s'arrinneva, anzi continuava a isare
pruvulazzu!
U
'mpiratore Claudio II, stanco, lo condannò a morte, ma tutte le fimmine romane
lo proteggevano, e subito successe il
virivirì, il tirribilio, entrarono in sciopero e per rottura di cabassisi, u
'mpiratore dovette graziarlo!
Quando
Claudio II fu morto e acchianò al potere Aureliano, andava ancora peggio, non
se ne poteva più: i 'nnamurati, il
matrimonio, il cinquettio degli acidduzzi, i cuoricini disegnati sulle colonne
del Colosseo, non si poteva futtiri
cchiù in santa pace che lui criticava, e accominciava che uno si doveva
sposare, dovia essere fedele, che uno dovia avere una fimmina sola, 'nzumma una
vita noiosa. 'Ntanto i consiglieri di Aureliano gli dicevano: “lascialo stare,
tanto ormai è vecchio, assimiglia a uno schelitro con la varba, epperciò morirà
presto”, ma quello non moriva più e Aureliano continuava, a mangiarsi il
ficato, a farisi i vuriedda a matapollo con questo vescovo protetto dalle
fimmine che volevano il mascolo fedele! A un certo punto, visto che Valentino non moriva e aveva festeggiato i
novantasette anni, Aureliano pigliò
arcuni dei suoi uomini più fidati, e senza diri ne ai ne bai, lo fece rapire di
prescia, lo fice portare in un posto segreto, e a taci maci lo torturarono; lui
era una cacocciola spinusa, ma questo non potti salvarlo dal taglio della
testa!
© Roberto Ardizzone
© Roberto Ardizzone
sabato 17 giugno 2017
Opere d'arte
Con mio grande dispiacere, a scuola non ti posso più mandare.
La mia era una famiglia economicamente modesta; me ne andai a lavorare.
Tuttavia l'arte in genere mi piace, l'apprezzo,
anche senza conoscenze particolari; ciò che è bello, è bello. Punto.
Quando
posso entrare in un museo, o recarmi ad
una mostra, lo faccio sempre volentieri e spesso godo della bellezza di quadri,
sculture, e nonostante non abbia grandi conoscenze artistiche, sono riuscito a
non scambiare gli estintori, tra un quadro e l'altro, per opere d'arte.
Mi
trovavo a Milano quando ebbi l'opportunità di visitare la Pinacoteca
Ambrosiana, stavo letteralmente scialando nel vedere così tante grandi opere messe insieme, quando
mi trovai davanti un quadro, piccolino in verità, sarà stato 50 x 30; era il mezzo
busto di un uomo, visto da una angolazione di tre quarti, un cappellino
rosso, capelli lunghi, biondi e un foglietto in mano, con scritte delle note musicali. Furono i capelli
a colpire la mia curiosità, aveva dei boccoli bellissimi, la pennellata
dell'autore faceva si da trasmettere la sensazione, che volessero uscire fuori
dal dipinto. Mi avvicinai per osservarli meglio, e poi mi avvicinai ancora per
guardarne meglio i particolari e poi ancora di più.....,
Mi sentii bussare ad un spalla ed una voce, gentile
ma ferma dirmi - Signore dovrebbe allontanarsi almeno una ventina di
centimetri, perché avvicinandosi troppo,
ha fatto scattare l'allarme silenzioso dell'antifurto!
Mamma mia, che brutta figura! Balbettai delle scuse e mi allontanai. Quando
stavo per uscire mi trovai davanti il custode di prima, che vedendomi ancora
teso per la gaffe commessa, forse magari per mostrarmi pure un po' di solidarietà per la situazione
imbarazzante di prima, e buttare acqua sul fuoco, mi disse: Se le è piaciuto così tanto, se vuole, glielo
metto in carta e se lo porta! No, grazie, risposi, non dormirei per la paura che potessero rubarmelo. Sorridendo
me ne andai.
Ah dimenticavo, il quadro in
questione era il "Ritratto di Musico" di Leonardo!
© Roberto Ardizzone
© Roberto Ardizzone
domenica 4 giugno 2017
Lo scout e il bosco
Ne sono passati di anni da allora!
Oggi un idea: voglio scoprire se quei boschi siano ancora così belli, così
incontaminati!
Vado nel bosco sulla collina, quel
bosco che intravedo, in lontananza tutti i giorni, affacciandomi dal terrazzo
di casa mia.
Vado, parcheggio
all'ingresso del bosco, percorro un centinaio di metri e... ops! Ho scordato il
cellulare in macchina!
Torno indietro, lo recupero e mi incammino nel bosco.
Che bei posti! Che aria pulita! Che atmosfera rilassante!
Adesso video-chiamo
mia figlia su whatsApp, voglio che i suoi occhi vedano ciò che sto vedendo io,
ma... manca la connessione!
Che razza di boschi abbiamo! Come li trattano!
Provo a spostarmi,
niente, non c'è campo, mah, è possibile che in Sicilia debba esserci sempre
qualcosa che non va! Basta, me ne torno a casa!
© Roberto Ardizzone
© Roberto Ardizzone
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